Attico con vista

Aprire una finestra e scrutare, tra tetti,comignoli e antenne paraboliche cosa succede laggiù.

Wednesday, February 01, 2006

Il sol dell'avvenire

A tutti coloro che sognano Che Guevara la mia più sincera compassione al pensiero che, ahiloro, si ritroveranno presto Rutelli. Con tutto il rispetto per l'uomo, che mi sembra una persona onesta e a modo.
Al di là delle battute mi pare evidente che la sempre più spiccata tendenza al bipolarismo, figlia della nostra assurda sottomissione al modello americano, stia snaturando il variegato mondo politico italiano,giovando in qualche modo alla destra,ripulita,incipriata e improvvisamente democratica e mettendo in grossa crisi la sinistra. Bipolarismo e maggioritario, questo è il diktat. In questo senso la nuova legge elettorale, studiata ad hoc per far inciampare il futuro governo di centrosinistra, non rappresenta affatto un ritorno al proporzionale, bensì l'ennesimo, affannoso colpo di mano del governo, destinato a rimanere una disperata contingenza.
La realtà è che da un lato Romano Prodi non perde occasione di lanciare il sasso chiamato Partito Democratico, dall'altro il nostro premier, nella suo incessante presenzialismo radio televisivo altro non fa che fagocitare spazi e consensi prima di tutto dei suoi alleati, con il chiaro intento di accaparrarsi una plafond di voti necessario a dettare legge prima di tutto all'interno del centro-destra. Il sogno mai celato di Berlusconi è questo, essere l'unico leader di un grande partito conservatore. E questo, avendo dalla sua un notevole carisma personale e cavalcando il proverbiale qualunquismo dell'elettorato italiano di centro-destra, unito alla pochezza ideologica ed allo scarso spessore dei suoi concorrenti non si può certo configurare come un'utopia.
A sinistra, nonostante Prodi abbia l'indubbio merito di essere l'unico collante capace di tenere insieme una coalizione cosi' eterogenea, il futuro partito democratico rappresenta un passo forse troppo grande nonchè un potenziale suicidio politico: ma siamo così sicuri che questa corsa al centro sia la strada vincente? Mi pare ingenuo pensare di poter fare breccia in un elettorato storicamente più affine alla destra e mi pare altrettanto ingenuo e per di più poco onesto intellettualmente tralasciare una grossa fetta del popolo della sinistra. Non mi pare realistico pensare che una generazione figlia della resistenza e protagonista del '68 e degli "anni di piombo" possa in alcun modo scendere a tale compromesso. Passi per il vedere sgretolarsi tutti i suoi sogni, ma l'appiattirsi su posizioni "vaticaniste" mi sembra un po' troppo. L' egemonia culturale ed ideologica del PCI nella storia della sinistra italiana ha lasciato in anni di crolli di muri ed ideologie un immenso vuoto intellettuale, prima che politico, cosicchè il valzer di partiti che è ruotato intorno al perno della coalizione, quei DS già tristementi incapaci di tracciare uno straccio di solco da seguire, altro non è se non il pallido tentativo di guadagnare fette di elettorato necessario a battere la destra, con l'inevitabile conseguenza di dover scendere ad ogni tipo di compromesso politico e snaturare il concetto stesso di sinistra. In questo senso non è servito il fenomeno Zapatero, dal quale numerosi esponenti di spicco dell'Unione prendono sempre più le distanze. Sbagliando clamorosamente, perchè pur non essendosi rivelato una meteora, Berlusconi non è eterno e il giorno che uscirà dalla scena politica lascerà comunque alla destra una forte base di consenso ed un'identità ben definita, togliendo a questa sinistra la sua unica reale ragione di esistere, cioè l' "antiberlusconismo" stesso.

0 Comments:

Post a Comment

<< Home